In apertura The Devils e J.D. Hangover
 

I Boss Hog si formano quasi per caso come side-project dei Pussy Galore nel 1989, quando Jon Spencer e Cristina Martinez (che di quella band erano l'asse portante), furono chiamati all'ultimo a coprire una data libera al CBGB. Lo show ebbe così grande successo che si parlò subito di una nuova "sensation" newyyorkese, facendoli entrare immediatamente in studio con Steve Albini. Il prodotto di quelle session è l'EP "Drinkin', Lechin' and Lyin". Seguirà l'album di debutto "Cold Hands" nel 1990 ed alcuni cambi di line-up, fino a raggiungere la stabilità nel 1993 con l'entrata della batterista e cantante Hollis Queens e del bassista Jen Jurgensen, tuttora in formazione.
Il 1995 vede la band fare il grande salto approdando alla Geffen e producendo l'abum omonimo "Boss Hog". Il sound e' accattivante ed abrasivo allo stesso tempo, glam-rock, blues e punk si sposano a ritmi funk ed attitudine pop. La band parte per un un tour mondiale con il tastierista Mark Boyce (The Goats), il quale presto entrerà stabilmente nella line up. Suonano in Giappone, Australia, Europa e USA, mentre Jon Spencer suona e produce dischi con la Jon Spencer Blues Explosion, incrementando ulteriormente la propria notorietà. "Whiteout", terzo album in studio di Boss Hog, vede la luce nel 2000 e viene realizzato grazie all'aiuto in cabina di regia, tra gli altri, di Andy Gill (Gang Of Four) e Jim Sclavunos (Teenage Jesus&The Jerks, Nick Cave & the Bad Seeds, Sonic Youth etc). Il sound è caratterizzato sempre dalla forte carica sensuale della Martinez e dalle attitudini punk/glam/blues di Jon Spencer, ma si fa più pulito e dal forte potenziale commerciale (Whiteout). Seguiranno numerose date in tutto il mondo e l'uscita di alcuni singoli fino all'entrata nella band dell'attuale tastierista Mickey Finn nel 2009.
"Brood X" esce nella primavera del 2017, anticipato dall'EP "Brood Star" (In The Red), viene registrato assieme a Bill Skibbe (Fiery Furnaces, Protomartyr) e vede la band mantenere la propria carica provocatoria seppur in chiave maggiormente politica.
Il verbo della band è ora piu' orientato verso un post-punk rumoroso e denso di inquietudini, in risposta alle svariate formazioni nate successivamente che vedono nei Boss Hog un punto di riferimento imprescindibile (Yeah Yeah Yeahs, The Kills etc).